martedì 10 luglio 2012

dis/pre-occupazione

"Con la disoccupazione nasce un nuovo lavoro: il self-management!". Traduco: finisci per non trovare lavoro, ma con l'avere 18 account in siti creati apposta per illuderti che lo troverai, ma intanto ti spammano a bestia. Niente di più, niente di meno. Il novanta per cento di quelli che "cercano proprio un candidato con il tuo profilo!!" non esiste. Il link che andrai a cliccare dall'e-mail ti porterà a un lavoro da stalker a domicilio o via telefono. Stop.
Comunque. Il self-management significa che gestisci al meglio il tuo stato di disoccupazione, facendo autopromozione. Vince il disoccupato più allettante. Tra il mare di gente disperata emerge chi lo mostra meglio, come se avesse tutto e non gli mancasse niente. Passi il tuo tempo ad abbellire il tuo stato di disoccupato: "cerchi nuove esperienze, sei pronto più o meno a tutto, purché sia "interessante" (sembra lo stesso tipo di autodescrizione per un sito per incontri). In realtà ne hai abbastanza di parlare di te stesso in poche righe - che non appena ti vengono meglio passi a copiare e incollare senza remore su altre e-mail.
Insomma, ti specializzi ad essere figo pur essendo disoccupato, anzi proprio perché sei disoccupato sei figo, sempre in cerca di esperienze formative e ambienti stimolanti.
Gli annunci di lavoro sono molto "fisici": parlano molto di movimento, mobilità, elasticità: proprio quello che ci chiede il mercato (il punto è che io non sono una fottuta ballerina, e al mercato ci compro le banane);
le lettere di presentazione contengono invece sempre una parte emotiva: "mi piace", "mi appassiona", "coltivo da sempre la passione per": ricorda l'eterno stereotipo dell'incomprensione uomo-donna, sesso-amore. Comunque le scriviamo queste benedette lettere e man mano che le si scrive durante la giornata, sono sempre più brevi, indice che non se ne può più, perché hai passato il tempo a fare solo questo, a tendere la mano per stringerla a qualcuno che neanche si è accorto di averti davanti. Il treno non ferma a questa stazione.
Ma comunque questo bisogna fare, quindi di nuovo "sono Cecilia Cruccolini, ho 26 a attualmente vivo a Bologna".
In realtà ci vendiamo tutti i giorni, no (roba vecchia)? truccarsi e improfumarsi come una peripatetica professionista, è un modo di vendersi meglio, piazzarsi sul mercato, attirare un target specifico o attirarlo e basta per poi selezionarlo successivamente (qualcuno/a si ferma prima). Così quando scrivi la lettera di presentazione affetti il modo in cui parli o ti sbraghi di brutto - perché lì ci lavora genteggiòvane - e scrivi a seconda di chi ti sta davanti ovviamente (sennò che t'ha insegnato la semiotica) o a seconda di chi tu credi ti stia davanti.

"Vorrei lavorare con voi, in un ambiente stimolante e internazionale, io sono dinamica e twitto tutto il day, ma di brutto. Ciao zii!".
"Buonasera, anelo una collaborazione - azzarderei che mi darebbe giubilo un pregiato gettone!  - vogliate prendere visione, seppur rapida, del mio curriculum vitae et studiorum (qualora lo vogliate aprire, è stato modestamente allegato alla presente)".

Metti in evidenza certe cose, nascondi altre, ti descrivi solo per quello che serve, omettendo il resto, che è un mondo intero e questo mondo intero scappa fuori al colloquio, dove magari gesticoli troppo o non sai cosa rispondere quando ti chiedono dove ti vedrai fra 5 anni. Perchè lì le cose vengono sempre a galla e vorresti i braccioli.
La lettera di presentazione è sponsorizzare la propria malattia, la rendi una condizione non del tutto negativa, anzi. T'oh, sono disoccupato però, cioè vuoi mettere? posso fare qualsiasi cosa! Forse oggi vorremmo meno possibilità di scelta, meno orizzonti infiniti. Cosa ci stiamo facendo col rotolo maxi?  i disoccupati sono colmi di promesse manco fossero amori estivi (parliamone); sono giovani e "pronti", lucidano l'armatura per duelli probabili, sono vergini che collezionano preservativi e mettono da parte gli spicci "perché un giorno lavorerò in un ufficio e lì ci sarà la macchinetta del caffè".

5 commenti:

  1. Bellissimo questo post, condivido appieno!

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  2. bravissima CC :)) questa mi piace di piu': "i disocupati sono vergini che collezionano preservativi e mettono da parte gli spicci "perché un giorno lavorerò in un ufficio e lì ci sarà la macchinetta del caffè".

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  3. no, sono io, IN :)

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